Caratteristiche dei contratti futures
Come si è
accennato nellintroduzione, i contratti futures sono standardizzati nelle loro
caratteristiche principali. In particolare per quanto riguarda una corretta definizione
del sottostante, la dimensione del contratto, i termini di quotazione dei prezzi, la
scadenza, il luogo della consegna e la determinazione del prezzo.
Sottostante:
si tratta di definire esattamente il bene oggetto di scambio a scadenza. Il problema
maggiore si pone per i beni materiali, le "commodities". Parlando ad esempio di
grano: di che qualità? Con quali caratteristiche organolettiche? E via dicendo. Nel
seguito, parlando delle diverse categorie di futures (su commodities, indici, valute,
tassi di interesse), verranno analizzate più in dettaglio.
Dimensione
del contratto: specifica la quantità di sottostante oggetto del contratto.
Condizioni
di consegna: premesso che generalmente il problema della consegna non si pone quasi
mai (si liquida in contanti), parlando di commodities la cosa potrebbe essere differente.
Si definiscono allora i mercati sui quali dovrà avvenire la consegna e in quali termini.
Notiamo che ciò potrebbe implicare notevoli costi di trasporto, immagazzinamento e così
via.
Condizioni
di quotazione: si specificano le variazioni di prezzo in termini di tick e di eccesso
di variazione (se necessario).
Limiti
di posizione: il massimo numero di contratti che può aprire uno speculatore. Vuole
evitare che la speculazione possa "dirigere" il mercato. Ovviamente da tale
limite sono esclusi gli hedgers.
Unaltra
caratteristica tipica dei contratti futures è lopen interest. Tale quantità
non è altro che la somma di tutte le posizioni lunghe (o equivalentemente tutte le
operazioni corte) aperte ad una certa data. Le implicazioni sono interessanti: un aumento
dellopen interest significa che un numero crescente di operatori assume posizioni
indotte da aspettative opposte. Se ad esempio ci si trova in una fase di tendenza
definita, tale dato segnala una crescente divergenza di vedute da parte degli operatori
circa la futura evoluzione del mercato. Un decremento dellopen interest invece
indica un numero crescente di chiusure dei contratti e costituisce leffetto indotto
da una diffusa convergenza di aspettative. La modificazione delle attese speculative nel
contesto di fasi espansive o recessive prelude dunque allavvio di una fase di
congestione se non uninversione di tendenza.
Gli effetti
sullopen interest delle diverse "prese di posizione" degli operatori è
riassunto nella seguente tabella:
| Transazioni |
Open interest |
Tipo operazione |
| Acquisti di
titolari di posizioni corte da titolari di posizioni lunghe |
diminuisce |
chiusure |
| Acquisti di
titolari di posizioni corte da nuovi venditori a termine |
stabile |
Switch tra
operatori "corti" |
| Acquisti di
nuovi compratori a termine da titolari di posizioni lunghe |
stabile |
Switch tra
operatori "lunghi" |
| Acquisti di
nuovi compratori a termine da nuovi venditori a termine |
aumenta |
aperture |
| Vendite di
titolari di posizioni lunghe a nuovi compratori a termine |
Stabile |
Switch tra
operatori "lunghi" |
| Vendite di
titolari di posizioni lunghe a titolari di posizioni corte |
diminuisce |
chiusure |
| Vendite di
nuovi venditori a termine a titolari di posizioni corte |
stabile |
Switch tra
operatori "corti" |
| Vendite di
nuovi venditori a termine a nuovi compratori a termine |
aumenta |
aperture |
|
Marking-to-Market: il meccanismo dei margini di garanzia
Non prevedendo esborsi iniziali, una operazione a termine è
soggetta al rischio di insolvenza di una delle due parti. Tale rischio è alto per i
contratti forward non standardizzati che possono essere semplici accordi bilaterali. Al
fine di evitare questa "preoccupazione" agli operatori e rendere il mercato più
appetibile viene creata la Cassa di Compensazione; un organismo che raccoglie dei depositi
a garanzia del buon fine delloperazione e si pone come interfaccia per tutti gli
operatori eliminando il rischio di insolvenza. La Cassa di Compensazione, per tutelarsi a
sua volta, adegua il deposito di garanzia giornalmente per tenere conto del valore delle
posizioni in essere.
Lintermediario presso il quale si opera apre un conto
apposito per il deposito dei margini di garanzia. Al momento dellapertura del
contratto deve essere depositata una somma variabile (dipende dallintermediario) non
inferiore al 7.5% (in Italia) del valore sottostante al contratto stesso. In genere gli
intermediari richiedono un versamento che va dal 10% al 15% del valore del contratto. In
nessun caso il saldo del conto margini deve scendere al di sotto della percentuale minima
pari al citato 7.5%. Ogni fine giornata si chiude la posizione in essere, si calcolano gli
eventuali profitti o perdite che verranno accreditati o addebitate sul conto margini;
contestualmente si riapre la posizione al nuovo prezzo. Se per effetto di perdite
continuate il saldo del deposito scende al di sotto della soglia minima è richiesto un
versamento integrativo (la chiamata di margine, "margin call").
Un
esempio può aiutare a chiarire il concetto.
Supponiamo di acquistare un contratto futures sullindice
di borsa MIB30, il FIB30. Il valore del contratto è calcolato attribuendo ad ogni punto
indice il valore di 5 Euro. Se il valore di acquisto iniziale fosse 45000, il valore del
contratto sarebbe 45000*5=225000 Euro. Con un deposito iniziale del 10%, 22500 Euro, e un
minimo del 7.5%, 16875 Euro, una situazione tipica è riassunta nella seguente tabella:
| Giorno |
FIB30 |
Variazione
punti |
Variazione
valore |
Conto
margini |
Chiamata
di margine |
| 1 |
45000 |
|
|
22500 |
|
| 2 |
44500 |
-500 |
-2500 |
20000 |
|
| 3 |
43500 |
-1000 |
-5000 |
15000 |
7500 |
| 4 |
43600 |
+100 |
+500 |
23000 |
|
| 5 |
43700 |
+100 |
+500 |
23500 |
|
| 6 |
43000 |
-700 |
-3500 |
20000 |
|
| 7 |
42500 |
-500 |
-2500 |
17500 |
|
| 8 |
42700 |
+200 |
+1000 |
18500 |
|
| 9 |
42300 |
-400 |
-2000 |
16500 |
6000 |
| 10 |
42300 |
0 |
0 |
22500 |
|
|
Se ad esempio il nono giorno non si è in grado di reintegrare
il margine, lintermediario ha la facoltà di non riaprire il contratto garantendo
così la solvibilità in ogni momento.
Prezzi dei contratti forward e futures
Sottostante non paga interessi o
dividendi nel periodo
Si tratta del caso più semplice. Notando F il prezzo futures,
S il prezzo spot e r il tasso senza rischio, con semplici argomentazioni di arbitraggio si
può giustificare la relazione
,
la quale
afferma che il prezzo futures non è altro che il prezzo spot capitalizzato fino a
scadenza al tasso senza rischio (in capitalizzazione continua).
Se fosse si
potrebbe vendere il futures (posizione short), prendere a prestito la somma S per il
periodo T-t al tasso r ed acquistare il sottostante. A scadenza: si consegna il
sottostante incassando F, con si
rimborsa il prestito e la differenza, positiva per ipotesi, è il profitto di arbitraggio.
Allo stesso
modo se si potrebbe acquistare il futures, andare short sul sottostante e investire
lincasso S al tasso r fino a T. A scadenza si ritira il montante , si
paga F per riacquistare il sottostante e la differenza, positiva per ipotesi, è il
profitto di arbitraggio.
Un altro modo
per vedere la cosa è di mettere in relazione il prezzo futures F con il valore della
posizione a termine f al momento della stipula del contratto che per definizione deve
essere pari a zero. Si considerino i due portafogli seguenti:
Una
posizione lunga a termine più contanti (presi a prestito) per un ammontare pari a ;
Una
posizione lunga sul sottostante.
I contanti
nel portafoglio 1 a scadenza daranno esattamente lammontare F che serve per pagare
il sottostante in accordo con la posizione lunga a termine. Entrmbi i portafogli dunque
consistono nel possedere il sottostante alla data T. Per una ovvia legge del prezzo unico,
devono avere lo stesso valore oggi alla data t (se a scadenza ho lo stesso risultato, oggi
devono costare uguale). Considerando il valore del contratto oggi si può scrivere
.
Per la legge
del prezzo unico citata sopra, deve essere f = 0 quindi
.
Sottostante paga un ammontare
conosciuto di interessi o dividendi
Definiamo il
valore attuale dellammontare conosciuto di interessi o dividendi pagati dal
sottostante nel periodo come I. Da considerazioni di arbitraggio deve essere
.
Se fosse ,
si può prendere a prestito la somma S per acquistare il sottostante e vendere il futures.
Detenendo il sottostante si incassa I che viene utilizzato per rimborsare parzialmente il
prestito il cui ammontare si riduce a S I. A scadenza, a fronte di unentrata
pari a F (la vendita a termine) si ha unuscita pari a per
il rimborso del prestito. La somma
per ipotesi è il profitto di arbitraggio. La situazione contraria è ovvia; si vende il
sottostante per acquistare a termine.
Considerando
i portafogli come prima, si supponga che il secondo sia costituito dal sottostante più la
somma I presa a prestito. Con lincasso dei dividendi nel periodo si rimborserà
esattamente tale prestito a scadenza in modo tale che il portafoglio a T corrisponda
esattamente a detenere il sottostante (si deve fare in modo che valga la legge del prezzo
unico). Facendo di nuovo intervenire il valore del contratto oggi, si può scrivere

e dovendo
essere f = 0

Sottostante paga interessi o
dividendi ad un tasso noto
Omettendo le
considerazioni di arbitraggio che ormai ognuno dovrebbe essere in grado di verificare
(basta vendere il più caro per finanziare lacquisto del meno caro), ci limitiamo
allapplicazione della legge del prezzo unico, nella quale peraltro le considerazioni
di arbitraggio sono implicite.
Come prima,
tenendo fisso il portafoglio 1, si costruisca il portafoglio 2 invece che con una unità
di sottostante, con una frazione pari a
supponendo di reinvestire tutti gli eventuali proventi al tasso r. Ancora una volta si è
costruito il portafgolio 2 in modo che a scadenza ci si ritrovi esattamente con una unità
di sottostante ( che cresce per effetto dei dividendi al tasso q è ) e
renderlo equivalente al portafoglio 1. Il valore della posizione f allora è

e dovendo
essere f = 0

Tipologie di contratti futures
Futures su tassi
Si tratta forse della categoria più delicata da trattare.
Inoltre necessiterebbe di introdurre la struttura per scadenza dei tassi, parlare di
obbligazioni, duration ed altri argomenti che verranno magari trattati in futuro in una
parte dedicata alla quale si rinvia.
Futures su commodities
Trattando di
beni materiali nelle contrattazioni a termine si pongono una serie di problemi di
stoccaggio, deperibilità nonché trasporto al luogo di consegna. Ovviamente tutti fattori
che si devono considerare nel calcolo del prezzo a termine.
Si usa
innanzitutto calssificare i beni tra beni di investimento (oro, argento e così via) e
beni di consumo.
Parlando dei
primi e considerando solo i costi di stoccaggio (in cui includiamo leventuale
deperibilità), se tali costi fossero pari a zero, dovrebbe essere

Se i costi
sono stimati in valore assoluto in un ammontare C, possono essere visti come un dividendo
negativo. Se allora C e il valore attuale dei costi, si ha
.
Se invece i
costi sono stimati proporzionalmente ad un tasso c, per analogia con le considerazioni
precedenti si ha

Nel caso di
beni di investimento è facilmente dimostrabile che tali relazioni devono valere,
argomentazioni di arbitraggio simili alle precedenti lo dimostrano.
Per i beni di
consumo potrebbe darsi che il fatto di detenerli fisicamente sia un vantaggio, vuoi per
approfittare di momentanee carenze sul mercato piuttosto che per utilizzi in processi
produttivi od altri motivi. La conseguenza è che le due relazioni precedenti fissano solo
un limite superiore al prezzo del futures, ovvero

e
.
Quello che si può fare è stimare il
tasso y che realizza luguaglianza, ovvero tale che

e
.
Tale tasso è
detto convenience yields e rappresenta una stima dei vantaggi derivanti dalla
detenzione fisica del bene. Per i beni di investimento dovrebbe essere y = 0.
Se si
osservano prezzi futures decrescenti con la scadenza allora significa che y > r + c.
Futures su valute
In tal caso
consideriamo la variabile S come il prezzo ad esempio in euro di una unità di moneta
estera. Il detenere moneta estera implica anche essere remunerati al tasso senza rischio
del paese straniero. Notando come al solito r il tasso senza rischio domestico e rf
il tasso estero, costruiamo i due portafogli
- acquisto futures più contanti pari a
;
- un ammontare di sottostante pari a
.
In entrambi i casi si ottiene a scadenza
una unità di moneta estera. Allora si ha

e ponendo f = 0
.
Se il tasso
estero rf > r si ha che F < S e F decresce allaumetare della
scadenza (la differenza tra S e F aumenta). Se invece r > rf allora F > S
e F cresce allaumentare della scadenza (la differenza tra F e S aumenta).
Futures su indici di borsa
A prescindere
dai problemi di costruzione degli indici e dai problemi di costituire portafogli che lo
replicano esattamente, la relazione che fondamentalmente lega il prezzo futures al prezzo
spot è quella di titoli che pagano dividendi nel periodo. Supponiamo di stimare nel tasso
q i dividendi che verranno staccati dai titoli dellindice nel periodo; allora deve
essere

Copertura di un portafoglio
Un piccolo
richiamo di teoria di portafoglio si rende necessario. La conclusione fondamentale del Capital
Asset Pricing Model (CAPM) è che leccesso di rendimento di un titolo rispetto
al tasso senza rischio è proporzionale alleccesso di rendimento del portafoglio di
mercato (sostanzialmente lindice). Il coefficiente di proporzionalità è detto ß
ed è un buon indicatore della rischiosità del titolo. Detto M il portafoglio di mercato,
il ß di un generico titolo t è

la prima
scrittura è il rapporto tra la covarianza di i con M e la varianza di M, la seconda
esprime lo stesso concetto evidenziando il coefficiente di correlazione tra i e M
( ).
Ovviamente
lindice ha ß = 1, così come il futures relativo.
Indichiamo con P il valore del nostro portafoglio e calcoliamone
il ß. Il numero ottimale di contratti che servono per coprire il portafoglio è allora
.
Si
noti che ora il ß del portafoglio è nullo.
ESEMPIO: supponiamo di detenere un portafoglio aggressivo, ß =
1,5, di titoli del MIB30 che, al momento, quota ad esempio 45000. Supponiamo che sia r =
5% e che nel periodo, ad esempio due mesi, non ci siano stacchi di dividendi. Il valore
del FIB30 sarà circa. Se il valore del nostro portafoglio è P = 300000 Euro,
dato che la dimensione del FIB30 attribuisce il valore di 5 Euro ad ogni punto indice, ne
risulta che Ftot= 45376*5 = 226880. Applicando la formula risulterebbe

ovvero si
dovrebbero vendere 2 contratti futures.
Sul mercato
italiano esiste ora il MiniFIB. Tale strumento è identico al FIB salvo che per la
dimensione del contratto; in tal caso si attribuisce il valore di 1 Euro ad ogni punto
indice. Con i dat precedenti, Ftot = 45376*1 = 45376 da cui

ovvero si devono vendere circa 10
contratti futures per coprire il portafoglio.
Si
possono anche utilizzare i futures per modificare il ß di un portafoglio.
ESEMPIO: con
i dati dellesempio precedente, si supponga di voler portare il ß di portafoglio da
1,5 a 1. Si devono allora vendere dei contratti il cui numero è dato da

Usando il
FIB30 non ci riusciamo poiché dovremmo vendere 0,661 contratti. Con il MiniFIB invece si
avrebbe

che, pur non consentendo una riuscita perfetta, vendendo 3
MiniFIB fornisce un ß di portafoglio di poco superiore allunità. Se invece
volessimo portare il ß da 1,5 a 3, si devono acquistare dei contratti futures, il numero
è dato da

quindi il raddoppio del ß si ottiene acquistando due FIB o 10
MiniFIB (il segno meno davanti al numero significa solo che si è in acquisto e non in
vendita).
La formula
generale allora si può scrivere come

dove il
valore assoluto di n indica il numero di contratti necessari e il segno indica il tipo di
posizione: positivo si vendono e negativo si acquistano. |