Premessa
Con l'avvento dei computers, l'analisi tecnica ha fatto un enorme balzo in avanti: non
solo grazie alla possibilità di tracciare istantaneamente quei grafici che, prima,
dovevano essere disegnati con righello e matita, ma anche e soprattutto per la
possibilità di manipolare quantità enormi di dati e di estrarre da essi informazioni di
vario tipo attraverso la costruzione di specifici indicatori.
Per la verità, alcuni di questi indicatori erano stati ideati tempo prima dell'era
informatica, ma solo successivamente si è resa possibile sia la loro sofisticazione che
la loro diffusione di massa. Solitamente non vengono utilizzati, singolarmente, in chiave
operativa ma hanno funzioni di supporto all'esame dei grafici; in alternativa, se
utilizzati congiuntamente, possono formare la base di sistemi operativi complessi (i
trading systems) che forniscono segnali di acquisto o di vendita al verificarsi di
determinate condizioni.
In linea col resto del lavoro, illustreremo solo gli indicatori più semplici la cui
comprensione è presupposto essenziale per approfondimenti successivi:
- medie
mobili;
- momentum e roc;
- pista ciclica.
Medie mobili
Una media mobile non è altro che la media delle ultime N quotazioni; ogni giorno che
passa, si aggiunge il valore nuovo e si procede al ricalcolo.
Presenta alcune caratteristiche:
- è un indicatore di tendenza, tanto più sensibile quanto minore è la quantità degli
elementi che ne compongono la base di calcolo; una media a 5 giorni è estremamente più
sensibile alle variazioni di tendenza rispetto a una media a 200 giorni;
- le sue segnalazioni non possono essere tempestive; qualunque sia la base di calcolo, la
corrispondente tendenza non può che essere rilevata con ritardo, dal momento che il
calcolo viene effettuato all'ennesimo giorno e, a quel punto, l'inversione può già aver
avuto inizio da tempo;
- smussa l'erraticità delle quotazioni riducendo il rumore, cioè quelle oscillazioni che
non sono dovute a variazioni di tendenza ma a fattori estemporanei di mercato.
Esistono diversi tipi di medie mobili, ma le più diffuse sono:
- media
aritmetica semplice;
- media esponenziale.
La prima si calcola
facendo il rapporto tra la somma delle quotazioni degli ultimi N giorni e il loro numero:
q1 + q2 +
q3+ . . . . . . . .qn
n
La seconda tiene
traccia della serie storica delle quotazioni, privilegiando quelle più recenti.
Il primo valore si calcola come media aritmetica semplice.
I valori successivi vengono calcolati con la seguente formula:
C*2/(ng+1)+M*(1-2/(ng+1))
con:
C = ultima chiusura
M = media precedente
ng = numero giorni (ampiezza della media)
Al costo di un
procedimento di calcolo un po' più complesso, la media esponenziale presenta il vantaggio
di attenuare notevolmente il fenomeno degli sbalzi, tipici delle medie aritmetiche
semplici, dovuti non all'effetto del dato più recente ma a quello della eliminazione del
dato più antico.
L'utilizzo più semplice che si può fare di una media mobile è quello di procedere ad
acquisti di titoli quando il prezzo passa da sotto a sopra (perfora al rialzo) la propria
media e di procedere a vendite nel caso inverso.
Tale tecnica, sicuramente pagante nei periodi di tendenza fortemente definita, presta il
fianco sia a una operatività poco tempestiva per via dei ritardi nelle segnalazioni che,
in periodi poco direzionali, a una serie di falsi segnali allorquando i prezzi cominciano
a oscillare ripetutamente sopra e sotto la propria media.
Un'alternativa, sempre inficiata dall'inconveniente del ritardo e, un po' meno, dai falsi
segnali, può essere quella di procedere ad acquisti quando la media svolta verso l'alto e
a vendite quando svolta verso il basso.
Momentum e
Roc
Il momentum è un indicatore di velocità della tendenza: sapendo che la velocità è data
dal rapporto tra lo spazio percorso e il tempo impiegato a pecorrerlo, possiamo dire che
il momentum è il rapporto tra una variazione di prezzo e il tempo in cui tale variazione
è avvenuta.
Quindi, il momentum non è altro che la risultante della seguente formula:
prezzo
attuale - prezzo N giorni addietro
N
Ora, a differenza
della velocità di percorrenza di uno spazio, nel nostro caso N è una costante in quanto,
una volta fissato, viene preso a base invariabile per i calcoli; può quindi essere tolto
tranquillamente dal denominatore così che il momentum diventa:
prezzo attuale
- prezzo N giorni addietro
Più che il momentum,
calcolato come differenza dei prezzi, si utilizza spesso il ROC (rate of change) che
relativizza le variazioni con la seguente formula:
100 *
(prezzo attuale - prezzo N giorni addietro)
prezzo N giorni addietro
Momentum e ROC
oscillano intorno allo zero e segnalano trend rialzista se assumono valori crescenti e
trend ribassista se assumono valori decrescenti.
Per ridurre l'erraticità del segnale, si calcola normalmente una media mobile del
momentum o del ROC e ci si riferisce ad essa piuttosto che all'indicatore puro.
Segnali operativi possono essere ricavati quando l'indicatore perfora la propria media
mobile verso l'alto (segnale di acquisto) o verso il basso (segnale di vendita), oppure
quando attraversa la linea dello zero. Ribadiamo comunque il concetto che tali
segnalazioni presentano tanti di quei punti deboli da non risultare realmente efficaci se
utilizzate nella maniera appena indicata.
Altri segnali che possono essere forniti dagli indicatori in esame si riferiscono alla
rilevazione di situazioni di eccesso (ipercomprato e ipervenduto): infatti, in un grafico
dell'andamento storico del momentum o del ROC, si possono individuare dei picchi estremi,
a livello dei quali il mercato o il titolo hanno arrestato o invertito la loro direzione
di marcia; questi livelli possono essere considerati dei campanelli di allarme qualora
dovessero essere toccati dall'indicatore nella situazione corrente.
Pista ciclica
E' data dalla differenza percentuale tra una quotazione e una sua media mobile. Fatta
uguale a zero la media mobile, la pista ciclica può essere rappresentata graficamente
come una linea che oscilla a cavallo di un asse orizzontale (la media mobile) rivelando un
rafforzamento della tendenza, positivo e negativo, tanto maggiore quanto più il suo
andamento si allontana dalla linea dello zero.
Inoltre, così come visto anche per momentum e ROC, si possono individuare dei livelli
storici di ipercomprato e ipervenduto ai quali ci si può riferire per valutare il grado
di tensione della situazione corrente.
Osservazioni
Malgrado gli sforzi effettuati dagli analisti, non è stato ancora individuato, e
probabilmente non lo sarà mai, l'indicatore perfetto.
Ognuno, tra pregi e difetti, permette di cogliere solo alcune caratteristiche di un
andamento dei prezzi, e non sempre con efficacia costante.
Fra l'altro, accade spesso che indicatori diversi offrano segnali discordanti a fronte di
una medesima situazione: sta alla bravura dell'analista coglierne il significato di
sintesi in relazione anche ai segnali che provengono da altri tipi di analisi. |