Analisi del mercato (18/09/2009 - 19:39)

Cominciamo con l'esaminare l'esito dell'esperimento ciclico portato avanti per alcune settimane.
In linea generale, considerando la tolleranza che questi metodi di lavoro richiedono e tenuto anche conto dell'improvvisa debolezza manifestata dal mercato nell'ora finale della settimana, dovrei dire che i giochi sono ancora aperti. Non lo faccio.
Infatti, pur avendo qualificato come un giochetto il mio esperimento, è evidente che lo scopo era quello di individuare l'area temporale di un possibile top, fermo restando che la convalida operativa sarebbe stata ricercata in qualche tecnica più classica.
Perciò abbiamo atteso l'86° giorno dal top ciclico precedente e poi, sulla base di un ragionamento sviluppato sin dall'inizio, abbiamo atteso il top del quindicinale, avvenuto mercoledì mattina; abbiamo atteso giovedì; abbiamo atteso venerdì.
Non è successo nulla e, anzi, il mercato ha proseguito nella sua salita. Ora, essendosi verificate tutte le condizioni poste per la validità dell'esperimento, non resta che dichiararlo concluso quand'anche da lunedì dovesse iniziare un tracollo.

Nonostante questo, non credo si sia trattato di un esperimento inutile; infatti, durante il suo svolgimento, ho verificato alcune caratteristiche interessanti che torneranno utili in futuro; grazie ad esso sappiamo inoltre di trovarci in una situazione di iper-estensione temporale; ma la cosa più importante sotto il profilo pratico, che è quello che ci interessa maggiormente, è che l'attesa del top ha tenuto vigile l'attenzione sulla solidità del rialzo e sull'affidabilità della tenuta di medie e trendlines.
Mi spiego meglio: avremmo avuto ugualmente fiducia nella solidità del rialzo se, nonostante medie e trendline rialziste, ci fossimo trovati nel bel mezzo della fase discendente di un grosso ciclo temporale?

Perciò, esito insoddisfacente, ma esperienza ciclica interessante che non mi sento di bandire dalle mie future analisi; anzi, la riprendo da questa stessa analisi.


Terminata l'osservazione della fase rialzista del ciclo e quale che sia il valore massimo che il nostro mercato andrà a toccare, a noi adesso interessa sapere quale potrà essere l'ampiezza della successiva correzione.
Con questo non sto attaccando il carro davanti ai buoi preventivando un ribasso; al riguardo, per un'analisi più specifica vedremo sotto.
Quello che voglio far rilevare in questo momento è la presenza di una ciclicità a 35 settimane, con sole 7 settimane a disposizione per la chiusura del ciclo in corso; non molto: il 20% di tutto l'arco temporale.
Un eventuale ripiegamento da adesso andrebbe ad intercettare la chiusura del ciclo in corrispondenza della base del canale di regressione costruito a partire dal minimo di marzo. Si tratterebbe di un livello (20880) corrispondente anche alla neckline del testa e spalle rialzista che ha invertito tutto il movimento.
Come si vede, se il mercato stornasse subito, gli spazi attesi di ritracciamento non sarebbero molto profondi. Naturalmente, l'evoluzione andrebbe monitorata giorno per giorno.
Interessante rilevare che il livello attuale delle quotazioni corrisponde esattamente al ritracciamento del 50% della fase ribassista più drammatica ed il target indicato (20880) corrisponde all'iniziale 38% di ritracciamento; come dire: si sale fino al 50% e si torna indietro fino al 38%; perfettamente logico.
Come si può facilmente intuire, quanto indicato è solo uno scenario che prenderebbe corpo in caso di storno; tuttavia, sul fronte giornaliero, nessuna avvisaglia in tal senso è presente.


Le solite medie di Guppy sostengono il movimento rialzista; la forchetta di Andrew svolge egregiamente la sua funzione di supporto; i prezzi sono nuovamente a ridosso della banda superiore di Bollinger in posizione di camminata (entrambe le bande al rialzo, non rappresentate nel grafico).
Unica nota di allerta è costituita da quel REI di DeMark, solitamente piuttosto puntuale nei punti di svolta, che staziona sui massimi da qualche giorno.


Un vero segnale di allarme viene invece dal grafico orario. L'ultima ora della settimana è stata caratterizzata da un violento movimento ribassista. La candela oraria ha bucato il box costruito con le candele degli ultimi due giorni ed ha chiuso al di sotto; ha inoltre tagliato la media a 20 ore e si è estesa fino a sotto la banda di Bollinger inferiore che, contemporaneamente a quella superiore, ha iniziato ad allargarsi.
Questo, per quanto sia un pessimo segnale, non giustifica alcun allarmismo. Tuttavia, impone la massima attenzione sul seguito di fiducia che vogliamo accordare alle segnalazioni giornaliere; fiducia che riaccorderemo soltanto quando la segnalazione oraria sarà smentita da un ritorno sopra il lato superiore del box (23535).

Natale Lanza

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