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I segni di
punteggiatura, detti anche d'interpunzione, si adoperano per
indicare le varie pause del discorso e renderlo perciò più
chiaro.
Essi sono: il punto fermo; la virgola; il punto e virgola; il
punto esclamativo; il punto interrogativo; i due punti; i
punti sospensivi.
Il
punto fermo (pausa lunga) segnala che il pensiero è compiuto.
Esso si usa anche nelle abbreviazioni: dott.-ing.-sign.-etc.
La virgola indica una breve pausa e viene usata:
-
nella elencazione di nomi, azioni, qualità, frasi brevissime
che formano quasi un elenco: Oggi ho mangiato pane, bistecca,
insalata e frutta.
Il tipo che ho conosciuto ieri sera era alto, biondo,
elegante.
Avrei voglia di partire, andare lontano, vedere posti nuovi.
-
dopo un'invocazione: Signore, aiutami Tu!
-
quando aggiungiamo, all'interno di una frase o alla fine, una
precisazione breve e non necessaria:
Quando sono stanca, e in questo periodo lo sono spesso, vado a
letto presto.
Per quest'ultimo esempio, faccio notare l'uso della virgola,
nonostante la congiunzione "e".
Questo è possibile proprio quando inseriamo una frase in un
altro costrutto, da cui resta indipendente. Volendo, potremmo
mettere l'inciso tra parentesi: Quando sono stanca (in questo
periodo lo sono spesso), vado a letto presto.
Il
punto e virgola indica una pausa più lunga rispetto alla
virgola e si usa per spezzare un periodo troppo lungo.
Le parti del periodo separate dal punto e virgola devono
essere però legate dal senso.
Si usa il punto e virgola anche per separare i termini di
un'enumerazione: Nel tempo libero mi piace leggere; ascoltare
musica; parlare al telefono.
Il
punto esclamativo viene usato per segnalare il tono:
-
di comando: Vieni qua!
-
di meraviglia: Che bella ragazza!
-
di preghiera: Signore, abbi pietà di noi!
-
d'invocazione: Aiuto!
Il
punto interrogativo viene usato alla fine di una parola o di
una frase, pronunciata con tono di domanda:
A che ora chiude la Borsa?
I
due punti segnalano:
-
l'inizio di un elenco; in questo caso, dopo i due punti si usa
la lettera minuscola: Ho comperato molta frutta: mele, pere,
pesche e uva.
-
l'introduzione di un discorso diretto; sono seguiti dalle
virgolette o dalla lineetta. In tal caso, dopo i due punti, si
usa la lettera maiuscola, perché si riportano le parole dette
da una persona:
Midive dice sempre: "Attenzione a non mettere l'accento
su va-fa-fu-tu-me-te-so-sa-sto-sta-qui-qua!".
Si
usano i due punti anche per spiegare meglio quanto è stato
detto precedentemente:
Oggi sono triste: quello che mi aspettavo non è successo.
I
puntini di sospensione lasciano il discorso interrotto, perché
sottintendono qualcosa che si può facilmente intuire: Se
continui a investire in Borsa senza alcun criterio...
Si usano anche per indicare un particolare stato d'animo:
Avrei voluto...che mi dicesse...qualcosa di bello.
Oltre
ai segni di punteggiatura, vi sono anche i segni ortografici:
le virgolette; le lineette; le parentesi; il tratto d'unione.
Le
virgolette si usano nei dialoghi, nelle citazioni di opere, di
titoli di libri, etc.: "I Promessi Sposi".
Le
lineette isolano in un dialogo le parole dei vari
interlocutori: Andrea disse:-Dove vai? - Voltaire rispose:-In
chat. ;-)
Le
parentesi servono a racchiudere parole che, per il loro senso,
sono più o meno staccate dal resto del discorso: Midive (chi
l'avrebbe mai immaginato?) è diventata miliardaria.;-)
Il
tratto d'unione serve a indicare, in fine di riga, che la
parola è spezzata e continua nella riga seguente.
E' adoperato anche per congiungere le due parti di alcune
parole composte: week-end; accademia scientifico-letteraria.
Bene,
per oggi è tutto. Vi affliggerò ancora per poco. |