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» LEZIONE 8: LA PUNTEGGIATURA «


I segni di punteggiatura, detti anche d'interpunzione, si adoperano per indicare le varie pause del discorso e renderlo perciò più chiaro.
Essi sono: il punto fermo; la virgola; il punto e virgola; il punto esclamativo; il punto interrogativo; i due punti; i punti sospensivi.

Il punto fermo (pausa lunga) segnala che il pensiero è compiuto.
Esso si usa anche nelle abbreviazioni: dott.-ing.-sign.-etc.
La virgola indica una breve pausa e viene usata:

- nella elencazione di nomi, azioni, qualità, frasi brevissime che formano quasi un elenco: Oggi ho mangiato pane, bistecca, insalata e frutta.
Il tipo che ho conosciuto ieri sera era alto, biondo, elegante.
Avrei voglia di partire, andare lontano, vedere posti nuovi.

- dopo un'invocazione: Signore, aiutami Tu!

- quando aggiungiamo, all'interno di una frase o alla fine, una precisazione breve e non necessaria:
Quando sono stanca, e in questo periodo lo sono spesso, vado a letto presto.
Per quest'ultimo esempio, faccio notare l'uso della virgola, nonostante la congiunzione "e".
Questo è possibile proprio quando inseriamo una frase in un altro costrutto, da cui resta indipendente. Volendo, potremmo mettere l'inciso tra parentesi: Quando sono stanca (in questo periodo lo sono spesso), vado a letto presto.

Il punto e virgola indica una pausa più lunga rispetto alla virgola e si usa per spezzare un periodo troppo lungo.
Le parti del periodo separate dal punto e virgola devono essere però legate dal senso.
Si usa il punto e virgola anche per separare i termini di un'enumerazione: Nel tempo libero mi piace leggere; ascoltare musica; parlare al telefono.

Il punto esclamativo viene usato per segnalare il tono:

- di comando: Vieni qua!

- di meraviglia: Che bella ragazza!

- di preghiera: Signore, abbi pietà di noi!

- d'invocazione: Aiuto!

Il punto interrogativo viene usato alla fine di una parola o di una frase, pronunciata con tono di domanda:
A che ora chiude la Borsa?

I due punti segnalano:

- l'inizio di un elenco; in questo caso, dopo i due punti si usa la lettera minuscola: Ho comperato molta frutta: mele, pere, pesche e uva.

- l'introduzione di un discorso diretto; sono seguiti dalle virgolette o dalla lineetta. In tal caso, dopo i due punti, si usa la lettera maiuscola, perché si riportano le parole dette da una persona:
Midive dice sempre: "Attenzione a non mettere l'accento su va-fa-fu-tu-me-te-so-sa-sto-sta-qui-qua!".

Si usano i due punti anche per spiegare meglio quanto è stato detto precedentemente:
Oggi sono triste: quello che mi aspettavo non è successo.

I puntini di sospensione lasciano il discorso interrotto, perché sottintendono qualcosa che si può facilmente intuire: Se continui a investire in Borsa senza alcun criterio...
Si usano anche per indicare un particolare stato d'animo: Avrei voluto...che mi dicesse...qualcosa di bello.

Oltre ai segni di punteggiatura, vi sono anche i segni ortografici: le virgolette; le lineette; le parentesi; il tratto d'unione.

Le virgolette si usano nei dialoghi, nelle citazioni di opere, di titoli di libri, etc.: "I Promessi Sposi".

Le lineette isolano in un dialogo le parole dei vari interlocutori: Andrea disse:-Dove vai? - Voltaire rispose:-In chat. ;-)

Le parentesi servono a racchiudere parole che, per il loro senso, sono più o meno staccate dal resto del discorso: Midive (chi l'avrebbe mai immaginato?) è diventata miliardaria.;-)

Il tratto d'unione serve a indicare, in fine di riga, che la parola è spezzata e continua nella riga seguente.
E' adoperato anche per congiungere le due parti di alcune parole composte: week-end; accademia scientifico-letteraria.

Bene, per oggi è tutto. Vi affliggerò ancora per poco.

 

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