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Una volta ho
letto un'intervista a Maurizio Costanzo.
Alla domanda del giornalista, che gli chiedeva come mai lui,
bruttarello anzichenò, conquistasse tante donne bellissime,
rispose nel seguente modo: "Succede perché io, quando
parlo, so usare il congiuntivo."
Allora, ragazzi: siete avvertiti.;-)
Proprio
ieri dicevo ad un nostro amico (ArchiTUT) che la lingua è in
continua evoluzione, e che i suoi cambiamenti sono determinati
dall'uso e dalle esigenze degli individui in un determinato
periodo.
Oggi, per esempio, si tende a privilegiare l'indicativo
rispetto al congiuntivo, che è considerato il modo della
possibilità e del desiderio:
Desidero che tu vada da lui e gli chieda scusa.
E' possibile che tu abbia presto sue notizie.
Esso resiste anche nelle frasi condizionali, dette così perché
indicano la condizione dalla quale deriva come conseguenza
l'attuarsi o no di quello che è detto nella frase principale
o reggente:
Se potessi partire (condizione), sarei felice (principale o
reggente).
Attenzione: se si usa l'indicativo, questo va fatto in
entrambe: Se posso partire, sono felice.
Dopo la congiunzione ipotetica "se" si deve usare il
condizionale, invece del congiuntivo, se si trova all'interno
di una interrogativa indiretta o di una dubitativa:
Chiedigli se vorrebbe venire con noi.- Non sapevo se sarebbe
venuto con noi.
Può
talvolta succedere di avere dei dubbi in frasi di questo tipo:
Claudia era certa che lui le avrebbe risposto quando avesse (o
avrebbe?) ricevuto la sua lettera.
Poiché non sappiamo se lui aveva ricevuto la lettera di
Claudia, dobbiamo preferire "avesse ricevuto"
(ricordo che il congiuntivo è il modo della possibilità).
La
nonna aveva promesso al nipote una bella fetta di eredità
quando sarebbe morta (e non fosse morta, perchè era certo che
la nonna sarebbe morta).
Intendo
precisare che la lezione sul congiuntivo è stata ridotta ai
minimi termini per consentire alle menti grammaticalmente
strutturate di poter meglio capire questo modo dei verbi. |