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Definizioni - parte 1a
(Giovanni Albano)
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(Giovanni Albano)
Saggezza partenopea: il fib è morto?
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Volatilità storica del sottostante e volatilità implicita delle opzioni
(Pierpaolo)
Investimenti a capitale protetto e rendimento minimo garantito
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Butterfly, condor e boxspread
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Analisi di lungo periodo dell'Indice Comit
(Andrea Marrangoni)
Considerazioni su futures sintetici con mibo
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Spread verticali
(Deltazero)
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(Cronos)
Il decalogo del buon fibbista...
(Matrix)
Volatility analysis and derivatives trading 
(Guido Ceccarossi)
Strategie "value" e strategie "momentum"
(Guido Ceccarossi)
Historia de lo bello nostro sito...(passo 3)
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(Natale Lanza)
L'uomo che rettifica l'Universo (in 1391 parole)
(Zen lento)
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Quanto è solida una tendenza?
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Anticipare o assecondare?
(Natale Lanza)
Le motivazioni psicologiche del trader
(Cristina Lanza)
La vera diversificazione del portafoglio passa attraverso le commodities
(Andrea Luchi)
Onde correttive: i flats
(Andrea Marrangoni)
» Spread verticali «

a cura di Deltazero (Marco)

Sono semplici e intuitivi

Sono costituiti da un acquisto e da una vendita di call o di put stessa scadenza.

Si dividono in :
a) bull spread, in cui lo strike in acquisto è inferiore a quello in vendita;
b) bear spread, in cui lo strike in acquisto è superiore a quello in vendita.

Non ho apposta specificato su call o su put, in quanto per le equivalenze un bull spread +call30000 –call33000 equivale al bullspread +put30000 -put33000

Ritengo utile definire lo spread rispetto all’indice in questo modo:
1) ITM quando la media fra le basi è inferiore al fib per i bullspread, superiore al fib per i bearspread;
2) ATM quando la media fra le basi coincide col fib;
3) OTM quando la media fra le basi è superiore al fib per i bullspread, inferiore al fib per i bearspread.

Veniamo alle caratteristiche degli spread:
a) il valore minimo è 0 quando siamo deep otm e vicino a scadenza;
b) il valore massimo è la distanza fra le basi quando è deep itm e vicino a scadenza;
c) il valore dello spread itm è “SEMPRE” la metà della distanza fra le basi;
con quel sempre intendo per qualsiasi ampiezza di spread (da 500 a 20000pt) per qualsiasi valore di vola implicita e per qualsiasi tempo residuo;
d) il concetto di ATM costituisce una linea di confine sia per la sensibilità al tempo che alla vola; infatti:

1) lo spread ITM si apprezza col diminuire del tempo residuo e si deprezza con l’aumentare della vola;
2) lo spread OTM si deprezza col diminuire del tempo residuo e si apprezza con l’aumentare della vola.

Gli spread sono di una semplicità disarmante, ma la loro perfetta comprensione ci consente di comprendere il comportamento di altre figure da queste costituite,cioè:
a) butterfly
b) condor
c) boxspread


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