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cura di Deltazero (Marco)
Sono
semplici e intuitivi
Sono
costituiti da un acquisto e da una vendita di call o di put stessa
scadenza.
Si
dividono in :
a) bull spread, in cui lo strike in acquisto è inferiore a quello in
vendita;
b) bear spread, in cui lo strike in acquisto è superiore a quello in
vendita.
Non
ho apposta specificato su call o su put, in quanto per le equivalenze
un bull spread +call30000 –call33000 equivale al bullspread
+put30000 -put33000
Ritengo
utile definire lo spread rispetto all’indice in questo modo:
1) ITM quando la media fra le basi è inferiore al fib per i
bullspread, superiore al fib per i bearspread;
2) ATM quando la media fra le basi coincide col fib;
3) OTM quando la media fra le basi è superiore al fib per i
bullspread, inferiore al fib per i bearspread.
Veniamo
alle caratteristiche degli spread:
a) il valore minimo è 0 quando siamo deep otm e vicino a scadenza;
b) il valore massimo è la distanza fra le basi quando è deep itm e
vicino a scadenza;
c) il valore dello spread itm è “SEMPRE” la metà della distanza
fra le basi;
con quel sempre intendo per qualsiasi ampiezza di spread (da 500 a
20000pt) per qualsiasi valore di vola implicita e per qualsiasi tempo
residuo;
d) il concetto di ATM costituisce una linea di confine sia per la
sensibilità al tempo che alla vola; infatti:
1)
lo spread ITM si apprezza col diminuire del tempo residuo e si
deprezza con l’aumentare della vola;
2) lo spread OTM si deprezza col diminuire del tempo residuo e si
apprezza con l’aumentare della vola.
Gli
spread sono di una semplicità disarmante, ma la loro perfetta
comprensione ci consente di comprendere il comportamento di altre
figure da queste costituite,cioè:
a) butterfly
b) condor
c) boxspread
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