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(Natale Lanza)
Le motivazioni psicologiche del trader
(Cristina Lanza)
La vera diversificazione del portafoglio passa attraverso le commodities
(Andrea Luchi)
Onde correttive: i flats
(Andrea Marrangoni)
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a cura di CRISTINA LANZA

Denaro e successo sono i due grandi Idoli venerati in questa nostra epoca sempre più tecnologica e consumistica che, in loro nome, ha assistito al pullulare di lotterie e giochi a premi.

In questo mare di offerte ludiche, il "gioco" della Borsa continua a mantenere una posizione di privilegio, nella scelta di come investire i propri guadagni. Tale posizione si è sicuramente rafforzata grazie ad una maggiore diffusione della cultura borsistica, attraverso nuovi strumenti come Internet, che ha portato alla nascita del Trading On Line e quindi alla possibilità di combinare il desiderio di investimenti con la comodità di rimanere a casa, e con la pubblicazione di riviste sempre più specializzate e di manuali ricchi di consigli. Favoriti dal dilagare dell'informazione, uomini e donne sono spinti ad investire da fonti motivazionali più profonde, che si possono ricondurre a motivi razionali e ad altri irrazionali.

Tra i primi c'è sicuramente la ricerca di guadagni facili ed immediati, il rifiuto di una routine che, se un tempo poteva soddisfare gli uomini il cui obiettivo era garantire un sostentamento alle famiglie, oggi non è più accettabile, perché un individuo va alla ricerca di qualcosa di diverso che alzarsi la mattina, recarsi in ufficio, dipendere da altri, tornare a casa e ricominciare tutto daccapo il giorno dopo e poi quello dopo ancora e così via per la maggior parte dell'anno. E qui subentrano i motivi più irrazionali che spingono molti a buttarsi nell'avventura della Borsa: la ricerca del brivido e di quella emozione che la routine giornaliera appiattisce; un'avventura che consente di riappropriarsi delle proprie emozioni, di avvertire quel misto di adrenalina e paura che salgono e scendono in relazione alle oscillazioni del Mercato, di essere padroni delle proprie scelte senza dover subire ordini dai superiori nella gestione delle proprie azioni e, non ultimo, di riscoprire il piacere del rischio, componente fondamentale di quella fase importante della vita che è l'adolescenza. In un certo senso, giocare è come tornare ad essere adolescenti; se prima la ricerca del rischio era finalizzata al rafforzamento di una identità ancora incerta, per il giocatore di Borsa è il tentativo, ancora una volta, di rafforzare una identità: quella del vincente.


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