a cura di
ANDREA LUCHI
(www.materieprime.com)E' opinione comune (oltre
che quella di importanti economisti) che la diversificazione nella composizione del
proprio portafoglio rappresenti un requisito indispensabile per ridurre il rischio e, in
una certa misura, migliorare le performances. Quando poi si pensa a come concretizzare la
diversificazione si giunge alla classica "torta" costituita dalle solite
"fette" : liquidità, obbligazioni, azioni. A loro volta, poi, le fette più
grandi sono suddivise in "fettine" più piccole (ad esempio la fetta azionaria
è suddivisa in azioni Italia, Europa, USA, paesi emergenti ecc. ecc.). Ma è tutta qui la
diversificazione? Parrebbe di sì leggendo giornali e riviste specializzate. E in effetti
i "prodotti" offerti da banche e SIM (fondi, gestioni patrimoniali ecc.) sono
sempre un mix di questi tre asset. Vi è qualcos'altro asset da prendere in
considerazione? Qualcosa che solitamente viene trascurato? Sì, le commodities (C) (in
italiano materie prime). Le C hanno delle caratteristiche che le rendono un pilastro
fondamentale della diversificazione. Vediamole:
- Hanno un grado di correlazione positivo con gli indici inflazionari. Ovvero se aumenta
l'inflazione aumenta il valore delle C che abbiamo in portafoglio.
- Hanno un grado di correlazione positivo con gli indici di crescita economica. Ovvero se
l'economia cresce si apprezzano anche le C.
- Hanno un grado di correlazione negativo con le obbligazioni a reddito fisso e le azioni.
Ovvero se le azioni che abbiamo in portafoglio vanno male, le C andranno probabilmente
bene.
- Storicamente hanno offerto delle performance di tutto rispetto.
Come vedete, diversificare correttamente un portafoglio è impossibile senza l'uso delle
C. Anche perché obbligazioni e azioni tendono a muoversi sostanzialmente all'unisono.
Invece le C si comportano brillantemente proprio quando azioni e obbligazioni segnano il
passo. Ecco quindi a cosa pensare (come in questi anni di eterno toro azionario) quando si
voglia trovare un asset su cui spostare i proventi ottenuti dalle brillanti performances
delle borse di tutto il mondo. Concludo con le parole della Banca Mondiale (1995): "I
risultati ottenuti da un portafoglio di composizione ottimale indicano che la quota di C
potrebbe benissimo essere aumentata oltre quello che solitamente avviene... I nostri
risultati indicano che le C potrebbero costituire tra il 20% ed il 40% di un portafoglio
di investimento internazionale... |