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a cura di ZEN lento

Questo post si prefigge il compito di suggerire una scelta di trading lenta per smorzare e controllare gli appetiti nelle fasi toro esponenziali.

Tutte le fasi finali di un toro pluriennale su un mercato si presentano con le seguenti caratteristiche:

a) assumono l’aspetto di una bolla speculativa esponenziale;
b) tutti i titoli partecipano alla crescita dell’ indice come una mandria cieca che si slancia convulse galoppate;
c) la mano primaria esaurisce i suoi scopi e si prepara a lasciare il mercato;
d) gli investitori istituzionali si preparano a realizzare la liquidità che gli e’ consentita e differenziare il portafogli;
e) i traders e gli investitori privati e entrati nel frangente sono affascinati dal progredire delle quotazioni e agiscono freneticamente iniettando liquidità in modo più che proporzionale.
f) il denaro passa dalle mani primarie ai piccoli e medi investitori, veri destinatari del movimento.

In questa fase i traders e i privati , anche i più avveduti tra loro, sono per natura affascinati dalla facilità e progressività dei rendimenti. La gratificazione aumenta di giorno in giorno e la loro attività si concentra, per esperienza, sui titoli “dimenticati” o poco liquidi, coscienti che parteciperanno alla fase finale con impennate improvvise. Questo spesso si traduce in furibonde rotazioni verso questi titoli che si ritiene assumeranno beta assai elevati e spesso assai effimeri sotto la pressione della liquidità. Il beta è il coefficiente angolare della retta di regressione di un titolo sull’indice ed esprime la % di crescita del titolo rispetto all’indice in un periodo prefissato.
Dal punto di vista psicologico nel mercato esponenziale aumenta notevolmente la massa di opportunità che spinge anche i più avveduti ad una frenesia di scelte improvvise per timore di perdere le opportunità. Questa iperattività alimenta le rotazioni e il rischio conseguente di sbagliare timing nella fase finale. Un esempio concreto sul nostro indice si vede nelle seguenti fasi finali dei tori: 1955, 1960, 1973,1981,1986 , 1994,1998. Nel 1961 e 1986 si hanno gli esempi più limpidi di esponenzialità di lungo periodo.

Si genera quindi incompostezza e crescente incoerenza. E’ inevitabile che ciò accada sotto la pressione delle aspettative degli ultimi entrati sul mercato. Chi ha vissuto il 1998 ha sicuramente sperimentato il clima e gli errori.

Se consideriamo un mercato, il mercato azionario nazionale, come un universo prescelto tra i tanti possibili per il trading, possiamo affermare che, al di là delle strategie , in linea generale il trader avveduto amministra almeno due portafogli:

A- un portafoglio di posizione, con rotazione dei temi bassa, su cui effettua un trending che tende a massimizzare i minimi relativi (uscire dal mercato nel medio lungo quando il portafoglio rompe i minimi approssimativi di un canale primario) dei titoli. Su questo portafoglio egli agisce sui secondari di medio/lungo periodo ( tipicamente 2 anni) per effettuare qualche rotazione e aggiustare il portafoglio. E’ la cosiddetta posizione long.
B- un portafoglio di trading vero e proprio su cui si effettuano operazioni di corto respiro a liquidita’ predeterminata . C’e’ anche chi opera su un solo titolo o un derivato con tutta la liquidità riservata a questo stile , muovendosi con stop e reverse o chi cerca di differenziare il trading su un giardinetto di titoli che muove spesso. Spesso il trader non professionista tende a mantenere questo come unico portafoglio ad alta rotazione per minimizzare i rischi di una svolta improvvisa e inattesa del mercato. Naturalmente esistono anche professionisti che si comportano cosi’, ma i loro successi sono frutto di lunga esperienza.

Nella fase finale del toro la tendenza diffusa degli speculatori é quella di alimentare le operazioni freneticamente e di snaturare i due portafogli principali. Ciò’ avviene in base all’assunto che aprire e chiudere posizioni (sempre profittevoli) diminuisca il rischio grazie all’aumento della liquidità temporanea. In realtà una fase toro in prossimità dell’apice esponenziale, spesso aumenta il rischio di operazioni errate. Vicino al culmine infatti si dovrebbe smobilizzare quasi tutto , presupponendo che la successiva fase di recupero’ sarà solo parziale e servirà a ripescare gli errori più grossolani.
A ciò, come ho anticipato, si oppone la visione assai ottimistica e convulsa di ogni operatore assume nei confronti del mercato e che spinge ad assumere progressivamente le posizioni più rischiose ed effimere o a ritirarsi anzitempo con un conseguente rientro errato nella fase finale del toro.

Per contenere gli appetiti e minimizzare i rischi sui titoli a basso flottante si può ricorrere alla tecnica del Basket. Questa tecnica consiste, in prossimità del supposto avvio di una fase esponenziale, nel vincolarsi ad un paniere di titoli minori, per flottante e quotazioni, da acquisire in blocco e scaricare in blocco come fossero un titolo unico.
Il risultato di questa tecnica e’ di non farsi allettare dai movimenti improvvisi dei titoli minori pur restando presenti in quell’area con una posizione predetermianta e una strategia già stabilita. Questo consente al trader di concentrare le sue attenzioni verso le operazioni meno rischiose e piu’ liquide del mercato.

Il peso di riferimento rispetto all’intero investimento del basket o dei basket dovrebbe oscillare tra il 5 e il 15% dell’intera esposizione finanziaria dedicata al mercato universo, in dipendenza della propria propensione al rischio. In pratica poiché un basket oscilla tra i 45 e 60 milioni , la disponibilità del trader dovrebbe essere di circa 400 milioni. Nulla vieta , anzi sotto certi versi e’ consigliato a chi ha un’altissima propensione al rischio, che il Basket corrisponda alla sua intera disponibilità finanziaria per il mercato universo. Oppure che il basket venga frazionato tra una pluralità di soggetti.

In pratica si procede in questo modo.

Si selezionano dei titoli minori per flottante (magari non per lignaggio) che presentano le seguenti caratteristiche di massima:

a- tendenza di lungo periodo costante con picchi rilevanti ma in canali ben delineabili
b- beta in maggiore di 1 calcolato dal minimo dal’ultima onda toro rialzista (non di periodo fisso come spesso e’ riportato per i beta)
c- beta inferiore a 1 per quelli che presentano un mercato orizzontale di lungo periodo.

Da questo gruppo di titoli ci si prefigge di selezionarne da 4 a 6 dopo l’esame grafico avendo cura di scegliere tra loro quelli che paiono complementari per movimenti, cioe’ si escludono i titoli che sono palesemente troppo simili per inclinazione e movimenti intermedi.
A questi titoli si attribuisce un peso . Questo peso va attribuito in ragione della loro posizione attuale (prossimità delle quotazioni vicino ai minimi di periodo e delle “ragionevoli prospettive” di target in caso di rialzo). I titoli a beta minore di 1 al momento della selezione ,dai quali ci si attende un aumento di volatilita’ consistente, si affida un peso massimo del 15/25 %. Via via ai rimanenti un peso proporzionale alle attese presunte.
Con queste proporzioni si costruisce un unico indice e si verifica graficamente la bontà del comportamento storico a partire dall’ultimo minimo del toro. Si sconsigliano in generale titoli entrati da poco nel mercato e di cui non si può apprezzare una consistente storia grafica. La bontà e’ data dalla constatazione di supporti validi e ripetuti sul’indice così e dalla sua minore volatilità media rispetto a ciascun titolo.
Se la cosa pare convincente si procede a riassestare le % di ciascun titolo secondo il tagli minimi richiesti avendo cura di non snaturare eccessivamente le percentuali calcolate in precedenza e quindi si aggiustano i pesi per la costruzione dell’indice.
Si procede poi all’acquisto del basket cosi’ formato o di suoi multipli e si segue il suo indice senza effettuare variazioni o aggiustamenti di portafoglio, fino alla liquidazione in blocco, in un’unica soluzione seguendo una media mobile corta 9 ( +/- 2 gg)


Questi basket sono costituiti pertanto sulla base di una triplice presunzione:

- Che riducano l’area di rischio per gli investimenti in titoli a minore flottante rispetto ad una selezione casuale effettuata sotto la pressione psicologica momentanea
- Che assicurino una gestione semplice per trading nel mercato esponenziale, poiche’ si maneggia un solo indice come fosse un titolo,
- Che Consentono in virtu’ dell’approssimarsi di tagli minimi di liquidare più facilmente le posizioni
- Che prefigurino in un investimento con un ritorno medio atteso più elevato di quello del mercato universo. (non e’ detto che la cosa riesca).

Un basket quindi e’ ,nell’accezione descritta un portafoglio rischioso, che scarica le tensioni di trading e le riconduce in un’area promettente rettificando ragionevolmente l’universo convulso della borsa.

Come sempre basta una retta.


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