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a cura di NATALE LANZA

La determinazione del momento di uscita da una posizione è molto più importante del momento di entrata per almeno due ragioni:

- se si perde una occasione di ingresso, un'altra, prima o poi, si presenta; invece, per l'uscita dalla posizione, non esistono alternative nel senso che, se si sbaglia il timing, l'alternativa può essere una pesante perdita;
- prima di entrare in una posizione, lo stress è quasi inesistente, in quanto si ragiona a sangue freddo; la decisione di uscire, invece, avviene sempre sotto stress, in quanto la tasca è già coinvolta.

L'unico modo per ridurre gli inconvenienti citati è quello di determinare in anticipo, prima dell'apertura della posizione, i criteri di gestione ai quali attenersi. In proposito, è necessario tenere presenti due circostanze: abbandono della posizione in perdita (stop loss) e abbandono della posizione in profitto (profit taking); in questo articolo verrà preso in considerazione il primo caso.

Così come a poker non si vincono tutte le mani alle quali si partecipa, anche in Borsa è impensabile di trarre profitto da tutte le operazioni effettuate. E allora bisogna stabilire la perdita massima che si è disposti a sopportare nel caso in cui la tendenza vada in direzione opposta a quella attesa.

Esistono diversi criteri di fissazione dello stop loss; tutti vanno bene, purché vengano stabiliti in anticipo.

Ecco alcuni di questi criteri:
- perdita di una certa percentuale del capitale investito;
- violazione di una trendline o di un livello importante;
- violazione di una media mobile;
- segnale di un indicatore tecnico;
- scorrere del tempo per un certo numero di giorni dopo l'apertura della posizione;
- ecc. ecc.

Quando è possibile, è opportuno fissare lo stop in modo da farlo coincidere con un livello immediatamente sotto un supporto o immediatamente sopra una resistenza, visto che sui supporti e sulle resistenze i prezzi potrebbero tornare a muoversi a favore.

In realtà, è molto difficile nella pratica riuscire a contenere la perdita nei limiti stabiliti, per via dell'ulteriore erosione dovuta al tempo intercorrente tra il momento in cui scatta lo stop e quello in cui l'ordine viene eseguito.

Ci sono un paio di questioni da chiarire:

- a quali prezzi ci si riferisce? A quelli ufficiali o a quelli infragiornalieri? Dipende: in presenza di un'attività veloce, non necessariamente infragiornaliera ma comunque di breve periodo, allora sarebbe bene prendere a riferimento i prezzi infragiornalieri; invece, in presenza di un'attività di più lungo termine, allora ci si può permettere un maggiore respiro aspettando conferma sui prezzi di riferimento o su quelli ufficiali;
- che si fa se lo stop viene violato e i prezzi rientrano? Anche in questo caso, dipende: se si fa attività veloce, il segnale che scatta va seguito; se si fa attività su tempi lunghi e i prezzi rientrano, questo probabilmente significa che la violazione non era significativa; in tal caso, aspettare una conferma può andare bene: non sarà certo un 1 o un 2% in più o in meno che disturberà l'operatore su tempi lunghi.


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